Cari ragazzi e care ragazze,
in questo importante appuntamento, vorrei rivolgervi un pensiero che vi accompagni nel passaggio che state per vivere.
Oggi vi siederete davanti alle prove della maturità, ma in realtà porterete con voi molto più di quanto potrà essere scritto su un foglio o raccontato in un colloquio. Porterete anni di studio, certo, ma anche emozioni, incontri, amicizie, fatiche, scoperte, entusiasmi e delusioni. Porterete i passi compiuti per diventare le persone che siete oggi. Per questo la maturità non è soltanto un traguardo culturale. È, prima ancora, un traguardo umano.
𝗘̀ 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗰𝗶 𝘀𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗿𝗴𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲, 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲; 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗮𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗿𝗶𝗮𝗹𝘇𝗮𝗿𝘀𝗶, 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼, 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀.
Affrontate questo esame come si affronta una montagna dopo un lungo cammino: con il cuore colmo di attesa e lo sguardo rivolto oltre la vetta. Non abbiate paura dell'emozione, perché è il segno che ciò che state vivendo conta davvero. Non temete l'incertezza, perché ogni passaggio importante della vita porta con sé una parte di mistero e di scoperta.
𝗜𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗶 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗮𝗽𝗲𝘁𝗲, 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶𝗲𝘁𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶. 𝗘 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶𝗲𝘁𝗲 𝘃𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝘀𝗶𝗮𝘀𝗶 𝘃𝗼𝘁𝗼.
Tra i doni più preziosi che la scuola dovrebbe lasciarvi non c'è soltanto il patrimonio delle conoscenze, ma la libertà del pensiero. Viviamo in un tempo in cui spesso vi verranno offerte idee già confezionate, opinioni da ripetere, convinzioni presentate come verità indiscutibili. Talvolta il pensiero comune si veste dei panni del progresso, della modernità o della convenienza e si propone come l'unica strada possibile. Ma la vera conquista non è pensare tutti allo stesso modo: è conservare il coraggio di interrogarsi, di approfondire, di dubitare, di cercare la verità con onestà intellettuale.
Siate sempre custodi della vostra libertà interiore. Ascoltate tutti, rispettate ogni persona, ma non rinunciate mai alla responsabilità di formarvi un giudizio autonomo. La cultura non serve ad accumulare nozioni; serve a rendere donne e uomini liberi, capaci di discernere, di scegliere e di assumersi il peso delle proprie convinzioni.
𝗦𝗼𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗶 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗲.
Lasciate che questa esperienza vi insegni qualcosa di voi stessi. Scoprite la forza che custodite, il coraggio che forse non sapevate di avere, la capacità di andare oltre ciò che credevate possibile. Ogni sfida autentica è una soglia: attraversandola si esce diversi da come si era entrati.Quando tutto questo sarà alle vostre spalle, non consideratelo un punto di arrivo. Pensatelo piuttosto come una porta che si apre. Dietro quella porta vi attendono strade ancora sconosciute, sogni da inseguire, progetti da costruire, responsabilità da assumere e orizzonti da esplorare.
Che possiate custodire il meglio di questi anni e portarlo con voi nel viaggio che vi attende. Che non perdiate mai la curiosità di conoscere, il coraggio di scegliere e la capacità di meravigliarvi. E che sappiate difendere sempre la vostra libertà di pensiero, perché è una delle forme più alte della dignità umana.
𝗖𝗵𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗮𝘁𝗲 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗱𝘂𝗰𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶 𝘀𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗮𝗱𝗲 𝗺𝗮𝗶, 𝗺𝗮 𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲.
Con affetto
Don Giuseppe Amato.
𝐁𝐮𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐚𝐦𝐞, 𝐞 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐛𝐮𝐨𝐧 𝐜𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐨.